Serie C, il Potenza sfiderà la Ternana

A gennaio le semifinali di Coppa Italia

Serie C, il Potenza sfiderà la Ternana

POTENZA – Sarà la Ternana l’avversaria del Potenza nelle semifinali di Coppa Italia. I lucani, che hanno già raggiunto un traguardo storico nel trofeo della Coccarda, giocheranno l’andata a Terni il 14 gennaio con ritorno il 28 gennaio al Viviani. Renate-Latina l’altra sfida. Le due vincitrici delle semifinali si contenderanno la Coppa il 18 marzo e il 1° aprile in gare di andata e ritorno.
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Strage sul lavoro

Calenzano, un anno dalla strage nel deposito Eni

CALENZANO – Un boato enorme a squarciare il cielo, una colonna di fumo altissima e nerissima visibile a diversi chilometri di distanza, cinque morti, trenta feriti, case e aziende letteralmente distrutte. E’ trascorso un anno dalla tragica mattina del 9 dicembre 2024, quando un’esplosione all’interno del deposito carburanti Eni di Calenzano, alle porte di Firenze, provocò una vera e propria strage. Due le vittime lucane dell’incidente, gli operai della Sergen Gerardo Pepe (45enne di Sasso di Castalda) e Franco Cirelli (50enne di Cirigliano). In Toscana quella di oggi sarà una giornata di commozione, dolore e riflessione, in ricordo di coloro che hanno perso la vita in quella che doveva essere una giornata di lavoro come tante e per sollecitare ancora una volta un deciso cambio di passo sul fronte della sicurezza. Sull’accaduto è in corso l’incidente probatorio che dovrà delineare il quadro probatorio in vista del processo chiamato a stabilire le cause precise e, soprattutto, i vari gradi di responsabilità. La procura di Prato ipotizza i reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, lesioni personali e omissioni delle tutele antinfortunistiche. Nello scorso mese di marzo sono stati notificati gli avvisi di garanzia: per otto dirigenti della stessa Eni e per due responsabili della ditta appaltatrice di alcuni lavori di manutenzione che si svolgevano lì quel giorno, ovvero la Sergen di Grumento Nova. La stessa compagnia petrolifera, inoltre, è finita sotto accusa per responsabilità amministrativa. Per gli inquirenti, alla base del disastro ci sarebbe stato un “errore grave e inescusabile”: quel giorno, sotto le pensiline di carico erano in corso contemporaneamente le attività di carico delle autobotti e quelle di manutenzione affidate alla squadra di operai partiti dalla Basilicata. Secondo la ricostruzione accusatoria la scelta fu dettata da un motivo economico: fermare le pompe per sei ore, come sarebbe dovuto accadere, avrebbe comportato una riduzione di guadagni per oltre 250mila euro. I tragici momenti precedenti e successivi all’esplosione erano stati registrati dalle telecamere di videosorveglianza dell’impianto: filmati che hanno confermato la ricostruzione dei periti della procura di Prato. Gli interventi tra la corsia 6 e 7 dell’impianto avrebbero innescato la fuoriuscita di carburante dopo la rimozione di una valvola, il calore del motore del carrello elevatore sul quale stavano operando Pepe e Cirelli avrebbe fatto il resto, innescando la violenta deflagrazione. Il sito è stato dissequestrato un paio di mesi fa, ma è destinato a cambiare volto e finalità. C’è un nuovo progetto che mira a trasformare l’area dove sorgeva il deposito carburanti in un polo per energie rinnovabili, finanziato da Eni e realizzato in accordo con le istituzioni toscane, con la previsione di compensanzioni per la comunità. Oggi però è ancora il tempo del dolore, della commemorazione: alle 15, proprio nei pressi del deposito, sarà inaugurato un memoriale per le vittime dell’esplosione, mentre un’ora più tardi si svolgerà una grande cerimonia con i parenti e i soccorritori al Palazzetto dello sport. “Rimane una data che nessuno a Calenzano potrà dimenticare”, ha dichiarato al Corriere della Sera il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani. “Voglio rimarcare la grande vicinanza e solidarietà alle famiglie colpite dalla tragedia, iniziative spontanee che hanno fatto grande la comunità”. In serata, infine, è in programma al Teatro Manzoni uno spettacolo dal titolo “Una stella mattutina”, incentrato proprio sul tema della sicurezza sul lavoro. “Invitiamo tutti i cittadini a partecipare a questa giornata – ha concluso il sindaco Giuseppe Carovani – per commemorare le cinque persone che la mattina del 9 dicembre 2024 hanno perso la vita mentre svolgevano il loro lavoro. Sarà anche un momento di riflessione sui temi della sicurezza sul lavoro ma anche un’occasione per ritrovarsi e ricordare quell’evento tragico che ha toccato nel profondo la nostra comunità. Dopo la raccolta fondi aperta nei giorni successivi all’esplosione, come segno tangibile di vicinanza alle famiglie delle vittime, il monumento, per cui ringraziamo Anmil e le aziende che hanno collaborato, vuole essere un segno visibile e duraturo, in un luogo geografico che guarda all’area del deposito, del fatto che Calenzano non dimenticherà quelle persone e quanto accaduto”.

Tragedia non lontano da Bosco Ralle

Satriano: perde la vita un 50enne originario di Polla

SATRIANO DI L. – E’ ancora tutta da chiarire la dinamica della tragedia costata la vita ieri mattina a Gerardo Adesso, operaio di 50 anni originario di Polla deceduto mentre era impegnato in attività di taglio della legna in zona Bosco Ralle a Satriano di Lucania. L’allarme è scattato intorno alle 11 durante le operazioni nel bosco, quando i colleghi dell’uomo si sono accorti che il 50enne non dava più segni di risposta. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, ma al loro arrivo non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’operaio campano. Presenti per tutti i rilievi del caso anche i carabinieri della locale Stazione, il personale dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Asp di Potenza. Ora spetterà al pm di turno, a sua volta intervenuto sul luogo della tragedia, decidere quali accertamenti disporre per chiarire la dinamica dei fatti, a cominciare dall’esame autoptico. Gli inquirenti stanno cercando di capire se e in che misura il decesso possa essere riconducibile alla mansione svolta dal 50enne al momento della tragedia, anche attraverso la verifica del rispetto di tutte le norme di sicurezza. Tre le ipotesi al momento al vaglio di chi indaga: una caduta accidentale, una morte provocata dall’impatto con un tronco o un malore improvviso.
Satriano: perde la vita un 50enne originario di Polla

Sangue sulle strade

Scontro sulla Sp Oraziana, muore un 22enne di Maschito

MASCHITO – Aveva solo 22 anni, una giovane vita spezzata troppo presto. La comunità di Maschito piange Vincenzo Bochicchio un giovane del posto scomparso a seguito di un grave incidente avvenuto nella serata di sabato sulla strada provinciale 10 Oraziana, all’altezza di Ripacandida. Due le auto coinvolte nello scontro. Tre i feriti tutti giovani della zona, il primo Rosario Carlomagno, viaggiava a bordo della stessa auto della vittima, gli altri due originari di Ripacandida a bordo di un’auto di grossa cilindrata. Uno dei tre feriti è stato trasportato in codice rosso al San Carlo; due in codice giallo. Sul posto il personale del 118, le squadre di vigili del fuoco di Palazzo San Gervasio e Melfi e i carabinieri di Venosa che hanno eseguito i rilievi per risalire alla dinamica della tragedia. Disposta l’autopsia che dovrebbe essere effettuata nella giornata di domattina, lunedì. Successivamente la salma sarà consegnata ai familiari per i funerali. Sconcerto da parte dell’amministrazione comunale. “Due comunità vicine, unite ora dallo stesso dolore”, scrive in un post sui social il sindaco di Maschito Luigi Rafti. L’Amministrazione Comunale e tutta la comunità si stringono con profonda commozione attorno ai familiari, agli amici e anche alla comunità di Ripacandida, sconvolti da questa tragedia che ha interrotto un sabato sera come tanti. “A tutti voi va -conclude i sindaco- il nostro pensiero, la nostra preghiera e il nostro più sincero abbraccio”.

L'ipotesi di reato è di disastro ambientale

Ex Trisaia di Rotondella, si va a processo

ROTONDELLA – Avrebbero evitato di rendere nota la contaminazione del sito Itrec ex Trisaia di Rotondella di cui erano a conoscenza dal 2014, con l’obiettivo di eludere costi e danni d’immagine all’azienda Sogin, prezzo delle operazioni di messa in sicurezza. Fatto che secondo i Pm, avrebbe peggiorato lo stato d’inquinamento dell’area. Si va a processo per disastro ambientale, ipotesi di reato contestata nell’ambito della gestione della bonifica dell’Itrec di Rotondella. Prescritti i reati di traffico illecito di rifiuti e di inquinamento, mentre gli imputati si riducono da 13 a 6 oltre a Sogin. Lo ha deciso il Gip di Potenza, Salvatore Pignata, con la prima udienza fissata per il prossimo 19 febbraio davanti al Tribunale di Matera. Tra gli imputati figurano l’ex direttore Giulio Maria Citterio e l’ex responsabile della gestione del centro Enea, Giambattista La Battaglia, oltre a uno dei rappresentanti legali dell’impianto, Vincenzo Stigliano.
Ex Trisaia di Rotondella, si va a processo

Un traguardo storico per la nazionale che si tinge anche dei colori della Basilicata

Sitting volley. Bronzo alla nazionale di coach Iannarella

L'Italia allenata dal tecnico lucano ha conquistato la sua prima medaglia in assoluto alla Coppa del Mondo sconfiggendo nella finale il Canada per 3-1

Sitting volley. Bronzo alla nazionale di coach Iannarella

Vertenza Smart Paper

Ottanta esuberi e sedi del Potentino verso l’abolizione

POTENZA – Si è concluso nel tardo pomeriggio di questo giovedì il tavolo romano sulla vertenza Smartpaper, convocato stamane presso Unindustria con le aziende dell’Rti che si sono aggiudicate l’appalto della maxi commessa Enel. Purtroppo non ci sono novità positive per i 340 lavoratori coinvolti. Accenture e Datacontact confermano le sedi lavorative di Matera e Bari, escludendo quelle del Potentino: Tito e Sat’Angelo le Fratte. Dunque non resta che il trasferimento o lo smartworking (si parla di 4 o 5 giorni a settimana). Inoltre non riconosceranno il contratto attuale, ma quello in vigore a febbraio 2025, quando è stata indetta la gara.  Si parlerebbe inoltre di 80 esuberi. Domani si terrà un’assemblea dei lavoratori convocata d’urgenza dai sindacati che chiamano in causa la società appaltante Enel, rispetto alla tutela dei livelli occupazionali.  Impegni disattesi anche per l’assessore regionale Cupparo che ha convocato le parti in Regione per il 23 ottobre
Ottanta esuberi e sedi del Potentino verso l’abolizione
Incidente sulla Fondovalle dell’Agri, perde la vita un 23enne

Sangue sulle strade

Incidente sulla Fondovalle dell’Agri, perde la vita un 23enne

MARSICO NUOVO – Incidente mortale nel tardo pomeriggio di ieri lungo la Fondovalle dell’Agri, all’altezza dello svincolo per Sasso di Castalda. In seguito ad uno scontro frontale tra una Fiat Panda e un carro attrezzi ha perso la vita il giovane di 23 anni alla guida dell’auto, Gabriele Ventre, di Marsico Nuovo. Il ragazzo si è spento poco dopo l’arrivo all’ospedale San Carlo di Potenza. Ricoverato a Villa d’Agri, invece, l’uomo alla guida dell’altro mezzo. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, polizia stradale, carabinieri e vigili del fuoco. La strada è rimasta chiusa per diverse ore in entrambi i sensi di marcia nel tratto compreso tra Brienza e Marsico Nuovo.


Potenza e provincia


Matera e provincia


Cultura

Tre volti lucani della Liberazione nei ritratti di Miglionico

Perretta, Dradi e Panevino

Tre volti lucani della Liberazione nei ritratti di Miglionico

POTENZA – Ricordare e commemorare la Liberazione attraverso l’arte. E’ quanto ha fatto Michele Miglionico, già sindaco di Satriano, attraverso la sua passione: il disegno. Una ricorrenza quella del 25 Aprile, pregna di storia e significato per il nostro Paese. Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, in questo giorno del 1945 annunciò l’insurrezione generale nei territori ancora invasi dai nazifascisti. Impose a tutte le forze di attaccare e fare arrendere le truppe di fascisti e tedeschi. “Di questo pezzo di storia, triste e sanguinoso, hanno fatto parte molti uomini e donne, partigiani, della nostra terra”, sottolinea Miglionico. Tra i tanti lucani che si sono battuti per la libertà, ci sono: Pietro Amato Perretta. Egli nacque a Laurenzana, un piccolo paesino della provincia di Potenza, nel febbraio del 1885. Il papà di Pietro, Fortunato Perretta, prese parte all’insurrezione Lucana già nel 1860 e, come componente della Legione Lucana, partecipò alla presa di Capua. Pietro finì gli studi, laureandosi in giurisprudenza nel dicembre del 1906, a soli 21 anni. Sempre volenteroso e fattivo si adoperò per fare subito carriera e nel giugno del 1909 giunse secondo al concorso in magistratura, poi nell’aprile, del 1910 ebbe l’incarico di giudice aggiunto nella Procura di Napoli. Qualche mese dopo Perretta sposò Gemma De Feo, parente del senatore Giuseppe Vacca, poi Ministro di Grazia e Giustizia. Pietro e Gemma crearono una bella famiglia numerosa, quattro figli : Lucio, Fortunato, Vittoria e Giusto Ultimo. Bruna Dradi . Partigiana combattente, capo nucleo di 9 uomini, è stata la prima donna, partigiana, nella storia della Repubblica Italiana e a ricevere il grado di sergente. Figlia di una famiglia di antifascisti, le insegnarono da piccola a difendere la pace. Il suo papà giustiziato dal plotone d’esecuzione per essersi rifiutato di sparare al nemico. Il dinamismo nel mondo partigiano, portarono Bruna a rischiare la vita molto spesso. Nel 1950 Bruna, per incarico del Partito Comunista, fu mandata in Basilicata, col fine di dar vita al movimento delle donne, al momento ancora inesistente in Lucania, terra dove le condizioni di vita erano in quegli anni dure e faticose. Superando enormi pregiudizi, riuscì a stimolare e sensibilizzare molte donne, incoraggiandole a lottare per i loro diritti. Nicola Panevino. Originario di Carbone, si laurea in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli, entra in magistratura nel 1942, a soli 32 anni e si trasferisce come giudice al Tribunale di Savona. Con il nome “Silva”, partecipa alla fondazione di brigate partigiane in Piemonte. Il 14 dicembre 1944, viene arrestato dai militi della San Marco mentre sta rientrando a casa. Rinchiuso nel carcere di Savona, interrogato, torturato e riconosciuto da una spia, nel marzo del 1945 viene portato insieme ad altri reclusi nei pressi del cimitero di Cravasco. Lì saranno fucilati in quello che viene ricordato come l’eccidio di Cravasco. “Questi sono tre brevi profili di partigiani Lucani che hanno contribuito a liberare il nostro Paese dal Nazifascismo e hanno ridato alle generazioni successive la libertà e la democrazia- evidenzia Miglionico -Proprio in questo momento particolare di pandemia mondiale, la libertà limitata, impostaci dalle regole per la prevenzione al diffondersi del virus, fa comprendere a tutti noi l’importanza e la grandezza della libertà. E’ proprio in queste lunghe giornate di permanenza forzata in casa che ho ritrovato la passione del disegno e tra i tanti ritratti realizzati “ai tempi del Corona virus”, ho voluto ricordare tre personaggi Lucani che hanno sacrificato la propria vita per donarne una migliore agli altri.”

POTENZA – Ricordare e commemorare la Liberazione attraverso l’arte. E’ quanto ha fatto Michele Miglionico, già sindaco di Satriano, attraverso la sua passione: il disegno. Una ricorrenza quella del 25 Aprile, pregna di storia e significato per il nostro Paese. Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, in questo giorno del 1945 annunciò l’insurrezione generale nei territori ancora invasi dai nazifascisti. Impose a tutte le forze di attaccare e fare arrendere le truppe di fascisti e tedeschi. “Di questo pezzo di storia, triste e sanguinoso, hanno fatto parte molti uomini e donne, partigiani, della nostra terra”, sottolinea Miglionico. Tra i tanti lucani che si sono battuti per la libertà, ci sono: Pietro Amato Perretta. Egli nacque a Laurenzana, un piccolo paesino della provincia di Potenza, nel febbraio del 1885. Il papà di Pietro, Fortunato Perretta, prese parte all’insurrezione Lucana già nel 1860 e, come componente della Legione Lucana, partecipò alla presa di Capua. Pietro finì gli studi, laureandosi in giurisprudenza nel dicembre del 1906, a soli 21 anni. Sempre volenteroso e fattivo si adoperò per fare subito carriera e nel giugno del 1909 giunse secondo al concorso in magistratura, poi nell’aprile, del 1910 ebbe l’incarico di giudice aggiunto nella Procura di Napoli. Qualche mese dopo Perretta sposò Gemma De Feo, parente del senatore Giuseppe Vacca, poi Ministro di Grazia e Giustizia. Pietro e Gemma crearono una bella famiglia numerosa, quattro figli : Lucio, Fortunato, Vittoria e Giusto Ultimo. Bruna Dradi . Partigiana combattente, capo nucleo di 9 uomini, è stata la prima donna, partigiana, nella storia della Repubblica Italiana e a ricevere il grado di sergente. Figlia di una famiglia di antifascisti, le insegnarono da piccola a difendere la pace. Il suo papà giustiziato dal plotone d’esecuzione per essersi rifiutato di sparare al nemico. Il dinamismo nel mondo partigiano, portarono Bruna a rischiare la vita molto spesso. Nel 1950 Bruna, per incarico del Partito Comunista, fu mandata in Basilicata, col fine di dar vita al movimento delle donne, al momento ancora inesistente in Lucania, terra dove le condizioni di vita erano in quegli anni dure e faticose. Superando enormi pregiudizi, riuscì a stimolare e sensibilizzare molte donne, incoraggiandole a lottare per i loro diritti. Nicola Panevino. Originario di Carbone, si laurea in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli, entra in magistratura nel 1942, a soli 32 anni e si trasferisce come giudice al Tribunale di Savona. Con il nome “Silva”, partecipa alla fondazione di brigate partigiane in Piemonte. Il 14 dicembre 1944, viene arrestato dai militi della San Marco mentre sta rientrando a casa. Rinchiuso nel carcere di Savona, interrogato, torturato e riconosciuto da una spia, nel marzo del 1945 viene portato insieme ad altri reclusi nei pressi del cimitero di Cravasco. Lì saranno fucilati in quello che viene ricordato come l’eccidio di Cravasco. “Questi sono tre brevi profili di partigiani Lucani che hanno contribuito a liberare il nostro Paese dal Nazifascismo e hanno ridato alle generazioni successive la libertà e la democrazia- evidenzia Miglionico -Proprio in questo momento particolare di pandemia mondiale, la libertà limitata, impostaci dalle regole per la prevenzione al diffondersi del virus, fa comprendere a tutti noi l’importanza e la grandezza della libertà. E’ proprio in queste lunghe giornate di permanenza forzata in casa che ho ritrovato la passione del disegno e tra i tanti ritratti realizzati “ai tempi del Corona virus”, ho voluto ricordare tre personaggi Lucani che hanno sacrificato la propria vita per donarne una migliore agli altri.”

E' stato protagonista di una stagione di rinascita

Addio al poliedrico artista che nella sua carriera si è distinto in più settori: pittura, ceramica, mosaico e vetrate artistiche


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