


A gennaio le semifinali di Coppa Italia
Serie C, il Potenza sfiderà la Ternana

Un’iniziativa che unisce gioco, apprendimento e creatività
"Uniti e Compatti", a scuola di educazione ambientale
Allo Stadio “Viviani” di Potenza l’evento finale del progetto dedicato ai più piccoli
A un anno e mezzo dalla scomparsa
Sant’Angelo Le Fratte omaggia Pier Francesco Mastroberti
Un museo dedicato al pittore, scultore, ideatore di schizzi e bozzetti
Fu linciato il 14 settembre del 1944
Un confronto sulla figura di Donato Carretta
A Lavello un convegno dedicato al direttore del carcere di Regina Coeli durante l'occupazione tedesca a Roma
“A Mimì-Teatro Festival Ferrandina”
L’ironia di Lia Trivisani in scena con “Non mi sono dimenticata”
L'attrice materana in scena al cineteatro Bellocchio: sipario domani sera alle 20.30
Strage sul lavoro
Calenzano, un anno dalla strage nel deposito Eni
Tragedia non lontano da Bosco Ralle
Satriano: perde la vita un 50enne originario di Polla
Sangue sulle strade
Scontro sulla Sp Oraziana, muore un 22enne di Maschito
L'ipotesi di reato è di disastro ambientale
Ex Trisaia di Rotondella, si va a processo
Un traguardo storico per la nazionale che si tinge anche dei colori della Basilicata
Sitting volley. Bronzo alla nazionale di coach Iannarella
L'Italia allenata dal tecnico lucano ha conquistato la sua prima medaglia in assoluto alla Coppa del Mondo sconfiggendo nella finale il Canada per 3-1
Vertenza Smart Paper
Ottanta esuberi e sedi del Potentino verso l’abolizione

Decisivo l'ultimo cambio
Affari Tuoi, i potentini Lea e Franco vincono 50.000 euro
Dopo l'inizio choc con l'addio ai pacchi più importanti il felice epilogo

L’amore in tutte le sue sfumature
Ad Abriola dieci giorni di festa per celebrare San Valentino
Presentato in conferenza stampa il cartellone ricco di appuntamenti dall'8 al 18 febbraio

Greg Paltrinieri e Rossella Fiamingo testimoni
Un paese in festa per Domenico Acerenza
A Sasso di Castalda il matrimonio del nuotatore lucano con Nicoletta Cerrone

L’appuntamento è per sabato 4 dicembre
Potenza, sarà Uccio De Santis ad accendere l’albero di Natale
Il comico torna in Basilicata, ospite della Coldiretti al mercato coperto del capoluogo di Regione

La rivelazione dell'artista
Cremonini: “Da un terrazzo di Maratea la mia prima canzone”
Lo storico leader dei Lunapop su Twitter: "Ho scritto qui la mia canzone ‘Vorrei’ a quindici anni appena compiuti”
Sangue sulle strade
Incidente sulla Fondovalle dell’Agri, perde la vita un 23enne
MARSICO NUOVO – Incidente mortale nel tardo pomeriggio di ieri lungo la Fondovalle dell’Agri, all’altezza dello svincolo per Sasso di Castalda. In seguito ad uno scontro frontale tra una Fiat Panda e un carro attrezzi ha perso la vita il giovane di 23 anni alla guida dell’auto, Gabriele Ventre, di Marsico Nuovo. Il ragazzo si è spento poco dopo l’arrivo all’ospedale San Carlo di Potenza. Ricoverato a Villa d’Agri, invece, l’uomo alla guida dell’altro mezzo. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, polizia stradale, carabinieri e vigili del fuoco. La strada è rimasta chiusa per diverse ore in entrambi i sensi di marcia nel tratto compreso tra Brienza e Marsico Nuovo.
Potenza e provincia

Indagano i carabinieri
Pescopagano, assalto al bancomat in via San Michele
Preso di mira lo sportello nella filiale della Bpm in via San Michele 4. La tecnica è sempre la stessa: riempire il dispositivo con polvere esplosiva e poi farlo esplodere
Atti vandalici
Potenza, danni a cento autovetture: individuato il responsabile
La polizia ha denunciato un uomo di origine extracomunitaria che aveva percorso diverse strade della città
Sangue sulle strade
Scontro frontale sulla Fondovalle dell'Agri: muore un 50enne
Scontro frontale tra un pullman di linea e un’autovettura allo svincolo di Marsico Nuovo
Matera e provincia

Scuole chiuse in diversi centri
Fango, pioggia e allagamenti, Materano in emergenza
Giornata da bollino arancione nel Materano e nel Metapontino, a causa della forte pioggia
Sangue sulle strade
Tragico schianto sulla Fondovalle dell’Agri: 4 morti
Braccianti indiani viaggiavano in dieci su un'auto da sette posti: fatale lo scontro con un tir all'altezza di Scanzano Jonico
Il giovane si trova ora ai domiciliari
Matera, scoperto un “bazar” della droga in casa di un 26enne
Rinvenute sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish, marijuana, Ketamina, Speed e funghi allucinogeni per oltre un chilo
Approfondimenti
Cultura
Perretta, Dradi e Panevino
Tre volti lucani della Liberazione nei ritratti di Miglionico
POTENZA – Ricordare e commemorare la Liberazione attraverso l’arte. E’ quanto ha fatto Michele Miglionico, già sindaco di Satriano, attraverso la sua passione: il disegno. Una ricorrenza quella del 25 Aprile, pregna di storia e significato per il nostro Paese. Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, in questo giorno del 1945 annunciò l’insurrezione generale nei territori ancora invasi dai nazifascisti. Impose a tutte le forze di attaccare e fare arrendere le truppe di fascisti e tedeschi. “Di questo pezzo di storia, triste e sanguinoso, hanno fatto parte molti uomini e donne, partigiani, della nostra terra”, sottolinea Miglionico. Tra i tanti lucani che si sono battuti per la libertà, ci sono: Pietro Amato Perretta. Egli nacque a Laurenzana, un piccolo paesino della provincia di Potenza, nel febbraio del 1885. Il papà di Pietro, Fortunato Perretta, prese parte all’insurrezione Lucana già nel 1860 e, come componente della Legione Lucana, partecipò alla presa di Capua. Pietro finì gli studi, laureandosi in giurisprudenza nel dicembre del 1906, a soli 21 anni. Sempre volenteroso e fattivo si adoperò per fare subito carriera e nel giugno del 1909 giunse secondo al concorso in magistratura, poi nell’aprile, del 1910 ebbe l’incarico di giudice aggiunto nella Procura di Napoli. Qualche mese dopo Perretta sposò Gemma De Feo, parente del senatore Giuseppe Vacca, poi Ministro di Grazia e Giustizia. Pietro e Gemma crearono una bella famiglia numerosa, quattro figli : Lucio, Fortunato, Vittoria e Giusto Ultimo. Bruna Dradi . Partigiana combattente, capo nucleo di 9 uomini, è stata la prima donna, partigiana, nella storia della Repubblica Italiana e a ricevere il grado di sergente. Figlia di una famiglia di antifascisti, le insegnarono da piccola a difendere la pace. Il suo papà giustiziato dal plotone d’esecuzione per essersi rifiutato di sparare al nemico. Il dinamismo nel mondo partigiano, portarono Bruna a rischiare la vita molto spesso. Nel 1950 Bruna, per incarico del Partito Comunista, fu mandata in Basilicata, col fine di dar vita al movimento delle donne, al momento ancora inesistente in Lucania, terra dove le condizioni di vita erano in quegli anni dure e faticose. Superando enormi pregiudizi, riuscì a stimolare e sensibilizzare molte donne, incoraggiandole a lottare per i loro diritti. Nicola Panevino. Originario di Carbone, si laurea in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli, entra in magistratura nel 1942, a soli 32 anni e si trasferisce come giudice al Tribunale di Savona. Con il nome “Silva”, partecipa alla fondazione di brigate partigiane in Piemonte. Il 14 dicembre 1944, viene arrestato dai militi della San Marco mentre sta rientrando a casa. Rinchiuso nel carcere di Savona, interrogato, torturato e riconosciuto da una spia, nel marzo del 1945 viene portato insieme ad altri reclusi nei pressi del cimitero di Cravasco. Lì saranno fucilati in quello che viene ricordato come l’eccidio di Cravasco. “Questi sono tre brevi profili di partigiani Lucani che hanno contribuito a liberare il nostro Paese dal Nazifascismo e hanno ridato alle generazioni successive la libertà e la democrazia- evidenzia Miglionico -Proprio in questo momento particolare di pandemia mondiale, la libertà limitata, impostaci dalle regole per la prevenzione al diffondersi del virus, fa comprendere a tutti noi l’importanza e la grandezza della libertà. E’ proprio in queste lunghe giornate di permanenza forzata in casa che ho ritrovato la passione del disegno e tra i tanti ritratti realizzati “ai tempi del Corona virus”, ho voluto ricordare tre personaggi Lucani che hanno sacrificato la propria vita per donarne una migliore agli altri.”
POTENZA – Ricordare e commemorare la Liberazione attraverso l’arte. E’ quanto ha fatto Michele Miglionico, già sindaco di Satriano, attraverso la sua passione: il disegno. Una ricorrenza quella del 25 Aprile, pregna di storia e significato per il nostro Paese. Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, in questo giorno del 1945 annunciò l’insurrezione generale nei territori ancora invasi dai nazifascisti. Impose a tutte le forze di attaccare e fare arrendere le truppe di fascisti e tedeschi. “Di questo pezzo di storia, triste e sanguinoso, hanno fatto parte molti uomini e donne, partigiani, della nostra terra”, sottolinea Miglionico. Tra i tanti lucani che si sono battuti per la libertà, ci sono: Pietro Amato Perretta. Egli nacque a Laurenzana, un piccolo paesino della provincia di Potenza, nel febbraio del 1885. Il papà di Pietro, Fortunato Perretta, prese parte all’insurrezione Lucana già nel 1860 e, come componente della Legione Lucana, partecipò alla presa di Capua. Pietro finì gli studi, laureandosi in giurisprudenza nel dicembre del 1906, a soli 21 anni. Sempre volenteroso e fattivo si adoperò per fare subito carriera e nel giugno del 1909 giunse secondo al concorso in magistratura, poi nell’aprile, del 1910 ebbe l’incarico di giudice aggiunto nella Procura di Napoli. Qualche mese dopo Perretta sposò Gemma De Feo, parente del senatore Giuseppe Vacca, poi Ministro di Grazia e Giustizia. Pietro e Gemma crearono una bella famiglia numerosa, quattro figli : Lucio, Fortunato, Vittoria e Giusto Ultimo. Bruna Dradi . Partigiana combattente, capo nucleo di 9 uomini, è stata la prima donna, partigiana, nella storia della Repubblica Italiana e a ricevere il grado di sergente. Figlia di una famiglia di antifascisti, le insegnarono da piccola a difendere la pace. Il suo papà giustiziato dal plotone d’esecuzione per essersi rifiutato di sparare al nemico. Il dinamismo nel mondo partigiano, portarono Bruna a rischiare la vita molto spesso. Nel 1950 Bruna, per incarico del Partito Comunista, fu mandata in Basilicata, col fine di dar vita al movimento delle donne, al momento ancora inesistente in Lucania, terra dove le condizioni di vita erano in quegli anni dure e faticose. Superando enormi pregiudizi, riuscì a stimolare e sensibilizzare molte donne, incoraggiandole a lottare per i loro diritti. Nicola Panevino. Originario di Carbone, si laurea in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli, entra in magistratura nel 1942, a soli 32 anni e si trasferisce come giudice al Tribunale di Savona. Con il nome “Silva”, partecipa alla fondazione di brigate partigiane in Piemonte. Il 14 dicembre 1944, viene arrestato dai militi della San Marco mentre sta rientrando a casa. Rinchiuso nel carcere di Savona, interrogato, torturato e riconosciuto da una spia, nel marzo del 1945 viene portato insieme ad altri reclusi nei pressi del cimitero di Cravasco. Lì saranno fucilati in quello che viene ricordato come l’eccidio di Cravasco. “Questi sono tre brevi profili di partigiani Lucani che hanno contribuito a liberare il nostro Paese dal Nazifascismo e hanno ridato alle generazioni successive la libertà e la democrazia- evidenzia Miglionico -Proprio in questo momento particolare di pandemia mondiale, la libertà limitata, impostaci dalle regole per la prevenzione al diffondersi del virus, fa comprendere a tutti noi l’importanza e la grandezza della libertà. E’ proprio in queste lunghe giornate di permanenza forzata in casa che ho ritrovato la passione del disegno e tra i tanti ritratti realizzati “ai tempi del Corona virus”, ho voluto ricordare tre personaggi Lucani che hanno sacrificato la propria vita per donarne una migliore agli altri.”
















