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Strage sul lavoro

Calenzano, un anno dalla strage nel deposito Eni

Cinque morti e trenta feriti nell’esplosione del 9 dicembre 2024. Due le vittime lucane. Oggi commemorazioni e memoriale

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Calenzano, un anno dalla strage nel deposito Eni
CALENZANO – Un boato enorme a squarciare il cielo, una colonna di fumo altissima e nerissima visibile a diversi chilometri di distanza, cinque morti, trenta feriti, case e aziende letteralmente distrutte. E’ trascorso un anno dalla tragica mattina del 9 dicembre 2024, quando un’esplosione all’interno del deposito carburanti Eni di Calenzano, alle porte di Firenze, provocò una vera e propria strage. Due le vittime lucane dell’incidente, gli operai della Sergen Gerardo Pepe (45enne di Sasso di Castalda) e Franco Cirelli (50enne di Cirigliano).
In Toscana quella di oggi sarà una giornata di commozione, dolore e riflessione, in ricordo di coloro che hanno perso la vita in quella che doveva essere una giornata di lavoro come tante e per sollecitare ancora una volta un deciso cambio di passo sul fronte della sicurezza. Sull’accaduto è in corso l’incidente probatorio che dovrà delineare il quadro probatorio in vista del processo chiamato a stabilire le cause precise e, soprattutto, i vari gradi di responsabilità.
La procura di Prato ipotizza i reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, lesioni personali e omissioni delle tutele antinfortunistiche. Nello scorso mese di marzo sono stati notificati gli avvisi di garanzia: per otto dirigenti della stessa Eni e per due responsabili della ditta appaltatrice di alcuni lavori di manutenzione che si svolgevano lì quel giorno, ovvero la Sergen di Grumento Nova. La stessa compagnia petrolifera, inoltre, è finita sotto accusa per responsabilità amministrativa. Per gli inquirenti, alla base del disastro ci sarebbe stato un “errore grave e inescusabile”: quel giorno, sotto le pensiline di carico erano in corso contemporaneamente le attività di carico delle autobotti e quelle di manutenzione affidate alla squadra di operai partiti dalla Basilicata. Secondo la ricostruzione accusatoria la scelta fu dettata da un motivo economico: fermare le pompe per sei ore, come sarebbe dovuto accadere, avrebbe comportato una riduzione di guadagni per oltre 250mila euro. I tragici momenti precedenti e successivi all’esplosione erano stati registrati dalle telecamere di videosorveglianza dell’impianto: filmati che hanno confermato la ricostruzione dei periti della procura di Prato. Gli interventi tra la corsia 6 e 7 dell’impianto avrebbero innescato la fuoriuscita di carburante dopo la rimozione di una valvola, il calore del motore del carrello elevatore sul quale stavano operando Pepe e Cirelli avrebbe fatto il resto, innescando la violenta deflagrazione. Il sito è stato dissequestrato un paio di mesi fa, ma è destinato a cambiare volto e finalità. C’è un nuovo progetto che mira a trasformare l’area dove sorgeva il deposito carburanti in un polo per energie rinnovabili, finanziato da Eni e realizzato in accordo con le istituzioni toscane, con la previsione di compensanzioni per la comunità. Oggi però è ancora il tempo del dolore, della commemorazione: alle 15, proprio nei pressi del deposito, sarà inaugurato un memoriale per le vittime dell’esplosione, mentre un’ora più tardi si svolgerà una grande cerimonia con i parenti e i soccorritori al Palazzetto dello sport. “Rimane una data che nessuno a Calenzano potrà dimenticare”, ha dichiarato al Corriere della Sera il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani. “Voglio rimarcare la grande vicinanza e solidarietà alle famiglie colpite dalla tragedia, iniziative spontanee che hanno fatto grande la comunità”. In serata, infine, è in programma al Teatro Manzoni uno spettacolo dal titolo “Una stella mattutina”, incentrato proprio sul tema della sicurezza sul lavoro. “Invitiamo tutti i cittadini a partecipare a questa giornata – ha concluso il sindaco Giuseppe Carovani – per commemorare le cinque persone che la mattina del 9 dicembre 2024 hanno perso la vita mentre svolgevano il loro lavoro. Sarà anche un momento di riflessione sui temi della sicurezza sul lavoro ma anche un’occasione per ritrovarsi e ricordare quell’evento tragico che ha toccato nel profondo la nostra comunità. Dopo la raccolta fondi aperta nei giorni successivi all’esplosione, come segno tangibile di vicinanza alle famiglie delle vittime, il monumento, per cui ringraziamo Anmil e le aziende che hanno collaborato, vuole essere un segno visibile e duraturo, in un luogo geografico che guarda all’area del deposito, del fatto che Calenzano non dimenticherà quelle persone e quanto accaduto”.

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