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I dati emersi dalla relazione del presidente del Tar di Basilicata

Giustizia amministrativa, il Tar lucano azzera l’arretrato

Dimezzati i tempi di definizione dei ricorsi

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Giustizia amministrativa, il Tar lucano azzera l’arretrato
POTENZA – Arretrato praticamente azzerato e tempi di definizione dei ricorsi quasi dimezzato nel giro di cinque anni: sono i dati principali emersi dalla relazione del presidente del Tar di Basilicata, Fabio Donadono, illustrata durante la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario che si è svolta ieri mattina a Potenza. Oltre la metà dei ricorsi, 567 quelli presentati negli ultimi 12 mesi, appena uno in più rispetto all’anno precedente, viene definito nello stesso anno di presentazione in media nel giro di meno di sette mesi. I tempi di giudizio si attestano infatti a 198 giorni, quasi la metà rispetto ai 364 giorni del 2019.
Notevole il carico di lavoro per i giudici amministrativi lucani alle prese con uno dei tassi di litigiosità più alti d’Italia con un dato di 10,75 ricorsi ogni 10mila abitanti, nettamente superiore alla media nazionale di 8,9 ricorsi. Al Tar lucano viene richiesto uno sforzo aggiuntivo, derivante dalle croniche carenze di organico sia tra i magistrati che per il personale amministrativo. “L’obiettivo di questo Tar – si legge nella relazione del presidente Donadono – è stato di offrire una risposta quanto più sollecita è possibile alla domanda di giustizia amministrativa, garantendo la risoluzione delle controversie nei tempi minimi consentiti dall’osservanza dei termini processuali a tutela dei diritti di difesa delle parti e dall’esigenza di garantire la completezza del contraddittorio e del corredo istruttorio”.
Sul fronte della riduzione delle pendenze, considerando gli obiettivi fissati dal Pnrr, fin dal 2022 il Tar di Basilicata ha conseguito un abbattimento del 99% del contenzioso arretrato a fine 2019. Degli 834 ricorsi all’epoca pendenti, infatti, ne resta da definire appena uno. Anche a voler considerare il traguardo di un abbattimento del 70% entro la metà del 2026 come obiettivo dinamico, cioè tenendo conto dei ricorsi sopravvenuti dopo il 2019, a fine 2024 i ricorsi pendenti erano 312, con una riduzione del 63% rispetto al livello di base del 2019. Il numero dei ricorsi definiti nel 2024 è leggermente diminuito, passando da 660 a 574, livello che si mantiene costantemente superiore alla quantità dei ricorsi presentati. Le materie che occupano il contenzioso regionale riguardano l’intero ventaglio del diritto amministrativo, richiedendo un costante aggiornamento, in settori di particolare rilevanza economica e sociale, caratterizzati da una normativa particolarmente complessa, come ambiente, appalti, enti locali, autorizzazioni e concessioni.
Le materie che richiedono una trattazione tempestiva come elezioni e Pnrr hanno visto complessivamente la presentazione e la definizione di 18 ricorsi. In calo e nettamente inferiore rispetto allo scenario nazionale, invece, risulta essere il contenzioso in tema di edilizia. Le decisioni prese dal tribunale amministrativo regionale della Basilicata molto difficilmente, se appellate, vengono riformate in secondo grado, ovvero dal Consiglio di Stato, organo supremo della giustizia amministrativa: il dato del 2024 parla di una percentuale inferiore al 9%.

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