POTENZA – Sono pronti a scioperare di nuovo i lavoratori metalmeccanici lucani, che al pari dei colleghi di tutta Italia, sono ancora in attesa del rinnovo del contratto nazionale. In Basilicata Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di promuovere una manifestazione per venerdì mattina alle 9.30 nell’area industriale di Tito scalo, teatro della tragedia di lunedì scorso. Uno sciopero che riguarda tutti gli elementi contrattuali già contenuti nella piattaforma nazionale.
Uno sciopero che mette al centro un tema non più rinviabile: la sicurezza sul lavoro. L’ultimo drammatico avvenimento proprio in un’azienda operante nel Melandro. Così, il 35enne di Pignola, Ferdinando Roma, ha perso la vita nei giorni scorsi dopo il ricovero al San Carlo per le ferite gravi riportate. “La sicurezza è un diritto. E invece, troppo spesso in Italia, è dimenticata, ignorata, derubricata. E così si continua a morire di lavoro. La Basilicata – sottolineano i metalmeccanici – è una delle regioni con il più alto tasso di mortalità sui luoghi di lavoro. L’ultima tragedia ha un nome: Ferdinando Roma, operaio della Patrone e Mongiello, morto nell’area industriale di Tito. Una morte agghiacciante che ha sconvolto tutti noi. Per Ferdinando e per tutti i troppi lavoratori che non fanno più ritorno a casa, questo sciopero deve essere lo sciopero di tutti i metalmeccanici lucani. Un atto collettivo di denuncia e responsabilità”. Interverranno delegate e delegati con le loro testimonianze. A nome di Fim, Fiom e Uilm prenderà la parola Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm. “Perché non è accettabile morire per lavorare. Perché la cultura della sicurezza deve diventare un valore comune. Perché il lavoro deve garantire la vita, non spegnerla”.