POTENZA – Continua a regnare il caos più totale attorno all’eventuale restituzione da parte degli utenti di ingenti importi di conguaglio legati all’erogazione del bonus gas negli anni scorsi. A fare la prima mossa è stata Eni che, attraverso la sua società di distribuzione Plenitude (che conta circa 40mila clienti in Basilicata) ha deciso di bloccare il recupero dei rimborsi relativi all’anno termico 2022/2023, conguagli (in alcuni casi da diverse centinaia di euro) calibrati sulla differenza tra i consumi effettivi e quelli stimati su cui era stato calcolato l’impatto del sussidio in bolletta. Una scelta che, a stretto giro, potrebbe essere condivisa anche da tutte le altre società fornitrici di gas attive ed operative nella nostra regione. D’altronde le stesse società, un pò come i cittadini, sono in una situazione di attesa.
A sbrogliare la matassa, infatti, può essere soltanto la Regione Basilicata, soggetto destinatario di qualunque importo di contributo fatturato. Resta da capire se e come si riuscirà a venire a capo di una situazione che conferma, qualora ce ne fosse bisogno, tutti i limiti strutturali del bonus gas, soprattutto per il modo in cui è stato concepito. Dalla cifra “zero” alla voce “molecola gas” delle bollette del primo anno termico di applicazione del bonus, si era passati rapidamente a veri e propri salassi dove l’importo in bolletta del sussidio si era ridotto a pochi centesimi, o al massimo pochi euro al giorno.
Questo perché il gas, come tante altre materie prime, è soggetto ad una fluttuazione continua delle quotazioni sul mercato. E all’epoca dell’introduzione del bonus gas (agosto 2022), le quotazioni erano alle stelle a causa della crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina. Quel valore (individuato mensilmente dall’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) infatti, in un anno e mezzo, era passato da 1,20 euro al smc (standard metro cubo) a 33 centesimi. I conguagli attuali, invece, riguardano le differenze calcolate dai singoli gestori tra i consumi effettivi e quelli stimati su cui inizialmente era stato calibrato il bonus gas.
Resta da capire se e come la Regione riuscirà a venire a capo della situazione, anche perché l’ipotesi della richiesta della prescrizione, sostenuta dalle associazioni dei consumatori, starebbe incontrando alcune resistenze istituzionali per i possibili profili di danno erariale che potrebbero derivarne: “Eni con Plenitude – evidenzia Canio D’Andrea, presidente Adoc Basilicata – sta annullando le fatture. Ce lo hanno confermato i call center. Chiediamo ai cittadini di presentare la richiesta di prescrizione e i nostri uffici, in caso di delega, sono già pronti a compilarle, nonostante tra gli esponenti della giunta regionale ci sia chi ritiene non applicabile la prescrizione. Per noi lo è, dal momento che è previsto dalla legge. Di certo è stato fatto un pastrocchio sulla pelle dei lucani, dal quale speriamo di uscire nel migliore dei modi”.