FERRANDINA – Circa 4.000 tonnellate di residui industriali abbandonati in capannoni in disusoo terreni al Sud Italia, di cui uno situato in territorio di Ferrandina, per un profitto illecito di oltre un milione di euro.
Con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali, i carabinieri del Noe hanno eseguito nove misure nei confronti di altrettanti imprenditori finiti ai domiciliari. Tra le dodici province interessate oltre a quella di Matera c’è anche quella di Potenza: oltre ai nove arrestati nell’elenco degli indagati figurano altre 34 persone. Per l’accusa, l’organizzazione avrebbe smaltito abusivamente rifiuti industriali invece di conferirli in siti di smaltimento autorizzati, con pericolo non solo per la matrice ambientale ma anche per la salute delle popolazioni coinvolte. Onano in provincia di Viterbo avrebbe dovuto essere la meta dei trasportatori, luogo dove sulla carta si trovava il sito certificato per lo smaltimento.
Ma i gps montati sui camion dei trasportatori hanno documentato le rotte verso il Sud. Ricostruita dunque una vera e propria filiera del commercio illecito di rifiuti dalla fase di consegna alla ricezione ma anche intermediazione, trasporto e smaltimento.
Maggiori dettagli nell’edizione online de La Nuova del Sud di domani giovedì 6 febbraio 2025