POTENZA – Scattano questa mattina, davanti al gip del tribunale di Potenza, Salvatore Pignata, gli interrogatori di garanzia per le tre educatrici (di età compresa tra i 30 e i 60 anni) dell’asilo nido “Il Melograno” di Potenza, sospese dal servizio per un anno con l’accusa di maltrattamenti ai danni di bambini di età inferiore ai tre anni. Assistite dai rispettivi difensori, dovranno decidere se rispondere o meno alle domande del giudice e del pm per provare a chiarire la propria posizione in relazione ai fatti contestati.
A far scattare le indagini coordinate dalla procura del capoluogo di regione era stata la segnalazione arrivata da una dipendente della stessa cooperativa che gestisce la struttura. Iscritte nel registro degli indagati anche una quarta educatrice e la presidente della cooperativa per il presunto omesso controllo sul comportamento delle tre educatrici che nel frattempo sono state sostituite per consentire la regolare prosecuzione delle attività dell’asilo nido dove ieri mattina le famiglie hanno continuato a portare i loro figli, tra sgomento e sorpresa per il quadro che sta emergendo dall’inchiesta.
In totale sono 36 i bambini, tutti di età inferiore ai tre anni, che sarebbero stati vittime dei presunti maltrattamenti psico-fisici consistiti in schiaffi, offese, forti scossoni e tirate di capelli. Abusi emersi dai filmati registrati dalle telecamere nascoste dagli inquirenti in due sezioni dell’asilo che opera in regime di convenzione con il Comune di Potenza. Le tre educatrici sono accusate di aver rivolto ai bambini “frasi denigratorie” e inflitto loro “violenze fisiche, di entità tale da cagionare sofferenze fisiche e morali, idonee a compromettere il regolare sviluppo psico-fisico dei minori”.