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Il "caso" Barresi

Il governatore Bardi e quasi tutta la sua prima giunta a processo

Il verdetto del gup del tribunale di Potenza al termine dell'udienza preliminare: in 19 vanno a processo

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Il governatore Bardi e quasi tutta la sua prima giunta a processo
POTENZA – Tre assoluzioni con il rito abbreviato, non luogo a procedere per cinque persone e 19 rinvii a giudizio (con la prima udienza del processo di primo grado davanti al collegio A del tribunale di Potenza fissata per il 20 gennaio). Si è chiusa così nel tardo pomeriggio di ieri l’udienza preliminare del processo davanti al gup del tribunale di Potenza, Francesco Valente, relativa alla maxi-inchiesta sulla sanità lucana (culminata nell’ottobre 2022 con misure cautelari e perquisizioni). Approdano a processo le accuse relative alla presunta defenestrazione a tavolino di Massimo Barresi dall’ospedale San Carlo di Potenza e in parte quelle sul presunto mercimonio politico-elettorale a Lagonegro in occcasione delle elezioni del 2020. L’attuale direttore generale dell’ospedale San Carlo, Giuseppe Spera, l’ex dirigente dell’Ufficio Legislativo e della Segreteria della Giunta Regionale, Antonio Ferrara e l’imprenditore Antonello Canonico sono stati assolti da ogni accusa dopo aver optato per il rito abbreviato. Al dg dell’ospedale potentino, subentrato alla guida del San Carlo proprio al posto di Massimo Barresi, il grande accusatore della giunta Bardi, venivano contestati alcuni episodi di corruzione nell’ambito del filone lagonegrese dell’inchiesta in concorso con l’ex sindaca Maria Di Lascio e l’ex consigliere regionale di Forza Italia, Francesco Piro, i quali vanno invece a processo nonostante il proscioglimento da alcuni capi di imputazione. Passando ai rinviati a giudizio, spicca il nome del governatore lucano, Vito Bardi che va a processo insieme a quasi tutta la sua prima giunta nominata dopo la storica affermazione del centrodestra in Basilicata nel 2019, ovvero con gli ex assessori regionali Gianni Rosa (oggi senatore di Fratelli d’Italia), Francesco Fanelli, Rocco Leone e l’attuale assessore regionale alle Attività Produttive, Francesco Cupparo. Per Donatella Merra, invece, la totale uscita di scena dal procedimento era stata dettata dall’abolizione del reato di abuso d’ufficio, unico capo di imputazione che inizialmente le veniva contestato. Le accuse alla giunta Bardi riguardavano la gestione del “caso” Barresi, dal mancato sostegno all’ex dg del San Carlo davanti al Tar di Basilicata durante lo “scontro” con Giuseppe Spera per la guida dell’ospedale potentino (capo di imputazione per il quale è arrivato il proscioglimento alla luce della depenalizzazione dell’abuso d’ufficio) al taglio dei fondi alla più importante azienda ospedaliera della Regione per costringere lo stesso Barresi al passo indietro. All’allora giunta regionale viene contestata l’ipotesi di concorso in induzione a dare o promettere utilità per aver compiuto “atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere alle dimissioni Barresi”. Il riferimento è al taglio di circa 12 milioni di euro dei fondi inizialmente destinati al San Carlo.

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