POTENZA – Dalla secca alla piena. Da un eccesso all’altro. Dopo aver mandato in archivio la crisi idrica che per quattro mesi ha coinvolto 29 comuni e 140mila lucani, la neve e la pioggia caduta in abbondanza la scorsa settimana, ha portato ad un improvviso cambio di scenario per la diga del Camastra che nel giro di appena 48 ore ha raggiunto praticamente il livello massimo della capacità attuale, pari a poco più di 9 milioni di metri cubi. Un dato davvero incredibile se si pensa che solo fino ad un paio di settimane fa erano ancora in vigore le sospensioni idriche quotidiane per 12 ore al giorno. Nella giornata di venerdì sono stati ultimati i lavori di natura antisismica alle paratoie che avevano portato l’Ufficio Dighe del ministero ad abbassare il livello massimo di invasamento fino agli attuali 9 milioni circa di metri cubi. “Dopo l’ultimazione dei lavori abbiamo chiesto ad Acque del Sud di inoltrare all’Ufficio Dighe la richiesta per ottenere l’innalzamento di due metri del livello massimo della diga” ci ha confermato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe. Ora la speranza è che le pratiche burocratiche possano essere evase nel minor tempo possibile per consentire all’invaso di contenere fino a 11,5 milioni di metri cubi. “L’obiettivo è quello di accumulare più acqua possibile” ha ribadito il vicegovernatore Pepe, confermando il cronoprogramma per l’interconnessione tra la diga del Camastra e gli invasi di Acerenza e del Pertusillo per colmare lo storico gap dell’isolamento del Camastra e migliorare l’intero sistema idrico regionale.