POTENZA – Come ogni 12 settembre, la città di Potenza rivive l’incubo, lo smarrimento ma anche la rabbia rispetto a quanto accaduto ormai 32 anni fa. La scomparsa di una ragazza di appena 16 anni, di domenica mattina, dopo essere entrata in una chiesa senza poter avere la possibilità di uscirvi. Almeno fino al 17 marzo del 2010, quando i resti di Elisa Claps, uccisa da Danilo Restivo (condannato in via definitiva a 30 di reclusione che inizierà a scontare in Italia quando avrà finito di espiare la pena a 40 anni per il secondo delitto di cui si è macchiato, quello della sua vicina di casa in Inghilterra, Heather Barnett, risalente al 12 novembre 2002), vennero ritrovati nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità.
Per mantenere vivo il ricordo di Elisa e continuare a chiedere verità sui tanti misteri irrisolti legati al caso Claps, il presidio Libera Potenza ha lanciato una nuova iniziativa per rendere itinerante il progetto legato alla “Panchina Rossa di Elisa” per portare in tutta Italia un messaggio contro il femminicidio e la violenza di genere e per diffondere la cultura della legalità. L’iniziativa è stata presentata ieri mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso il polo bibliotecario di Potenza che già due anni fa ospitò le iniziative promosse in occasione del trentennale della morte di Elisa. La panchina rossa dedicata a Elisa Claps, realizzata dai volontari di ‘Libera Potenza’, può essere ‘adottata’ da scuole, associazioni, enti, uffici ministeriali “per fare in modo che lei possa camminare tra la gente, raccontare storie, continuare a viaggiare e a realizzare i suoi sogni”.
Un momento dell'incontro
“Non un ricordo triste, ma un fiorire di emozioni”, come ha spiegato la referente dell’associazione Marianna Tamburrino, che ha illustrato, attraverso un video, anche il primo esito della raccolta fondi in nome della ragazza potentina scomparsa e uccisa da Danilo Restivo il 12 settembre del 1993. “A Goma, nella Repubblica del Congo, è già operativo un ambulatorio medico e su terreni vicini di proprietà dei Salesiani sarà presto realizzato un ospedale. Ed era anche questo uno dei sogni di Elisa”.
La prima adozione della panchina rossa è stata chiesta dal Polo Bibliotecario di Potenza, al cui ingresso è possibile fermarsi per una riflessione e un ricordo di tutte le vittime di femminicidio. Presente alla conferenza stampa anche la famiglia Claps, con il fratello Gildo e mamma Filomena che hanno ribadito concetti più volte espressi in questi lunghissimi 32 anni, a cominciare dal rammarico per il mancato cammino di dialogo e pacificazione auspicato dall’intera comunità potentina tra i familiari di Elisa e la curia potentina. “Abbiamo solo chiesto di rimuovere la targa intitolata a don Mimì Sabia nella chiesa della Santissima Trinità – ha evidenziato Gildo Claps – perché la riteniamo un affronto permanente alla memoria di Elisa, ma non c’è volontà di farlo e ne prendiamo atto”.
Gildo Claps
Mamma Filomena nel corso dell’incontro con i giornalisti ha raccontato i dettagli del suo incontro privato dello scorso anno con il vescovo della diocesi di Potenza, monsignor Davide Carbonaro, ribadendo a sua volta la richiesta relativa alla rimozione della targa dedicata a don Mimì Sabia. “Se prima educatamente dicevo quella targa va rimossa, oggi dico pubblicamente che quella targa va buttata giù a picconate, a martellate perché non è degna di rimanere là dentro”. Ieri mattina il Presidio Libera Potenza ha lasciato due bouquet di fiori bianchi. Uno sulla tomba di Elisa e l’ altro in Largo Elisa Claps “affinché la nostra farfalla speciale possa avere fiori freschi e colorati su cui poggiarsi per poi riprendere il volo”.