POTENZA- Donato Macchia ci prova. Il patron del Potenza Calcio sarà uno dei candidati al posto di consigliere federale, in quota Lega Pro, della Figc. La data da segnare è quella della prossima assemblea elettiva straordinaria della Lega Pro che si terrà il 5 ottobre. Un solo posto a disposizione, quello lasciato vacante da Daniele Sebastiani, presidente del Pescara, decaduto dopo la promozione della squadra abruzzese in Serie B. Un obiettivo quasi naturale, in linea con il percorso che Macchia ha avviato tre anni fa con l’acquisizione del club del capoluogo lucano.
Alla vigilia della quarta stagione al comando del Potenza, l’imprenditore lucano vuole guardare oltre, provando a incidere in maniera diretta su quelli che sono i miglioramenti da suggerire, proporre, apportare alla Serie C per renderla un campionato solido, sicuro, appetibile, non “falsato”, come troppo spesso è accaduto nel recente passato: “Bisogna proteggere gli investimenti dei presidenti che fanno mille sacrifici e consentono la sopravvivenza stessa della Lega Pro, il torneo dei campanili, del calcio di provincia, che non solo deve continuare a esistere, ma deve farlo con la stessa dignità di Serie A e B”.
A questo proposito, la recente introduzione in Serie C del Football Video Support, una sorta di Var a chiamata, ha visto proprio Donato Macchia tra i protagonisti di una rivoluzione storica. L’introduzione della tecnologia in Lega Pro è infatti un successo nato proprio da una sollecitazione del presidente del Potenza che, pur essendo “solo” al suo quarto anno nel mondo del calcio, ha fatto da testa d’ariete a favore di un movimento che stava perdendo fiducia nel cambiamento. “Lo dico sempre. La moviola in campo – spiega il patron – è un successo per tutto il movimento che avrà a disposizione uno strumento in più di valutazione, che eliminerà o diminuirà polemiche e malcontenti. Una rivoluzione che sarà utile a tutti”.
Questo è il week-end del debutto del Football Video Support, ma è un percorso nato mesi fa. Bisogna infatti tornare al febbraio 2025 quando, nel giro di pochi giorni, due gol in netto fuorigioco di Tumminello per il Crotone, e di Gyan per la Juve, fanno arrabbiare patron Macchia. Che si sfoga con un aut-aut in una visione molto più ampia rispetto ai soli errori arbitrali: “Var e riforma – afferma -, o lascio il mondo del calcio”.
“Ricordo bene quel momento – ricorda -. Non ce l’avevo con gli arbitri ma con un sistema che non li aiutava. Se la Lega Pro è il terreno di crescita per i direttori di gara, allora bisogna metterli nella condizione di farlo. Se in A e B c’è il Var, la C non può essere priva di uno strumento simile, non può essere uno sport diverso. Da lì è partito tutto”.
Era il 16 febbraio. E soltanto due giorni dopo, il presidente della Figc, Gravina, fa sue le sollecitazioni di Donato Macchia. E’ la svolta. “E io – aggiunge il presidente del Potenza – non posso che ringraziarlo. Perché aver fatto sua questa battaglia, ha dimostrato la sua grande attenzione per la Lega Pro. Ma su questo non ho mai avuto dubbi. E infatti sono stato un sostenitore della prima ora di Gravina. Anche quando in tanti rimanevano nascosti aspettando gli eventi e con la paura di esporsi. Io il mio sostegno l’ho messo nero su bianco subito. E posso dire di aver avuto ragione. Oggi stiamo iniziando una piccola rivoluzione e lo stiamo facendo con Gravina al nostro fianco che, sono certo, continuerà ad ascoltare, come ha fatto in questi anni, le istanze che vengono dalla Lega Pro. D’altronde, non è un caso se un riconoscimento alla sua personalità e al suo lavoro è arrivato anche dalla Uefa con la nomina a vicepresidente vicario”.
Non solo Gravina, però. Perché uno dei primi a dar man forte a Macchia fu proprio il consigliere federale uscente Daniele Sebastiani, oltre allo stesso presidente della Lega Pro, Matteo Marani. “E non poteva essere diversamente – sottolinea Macchia -. Con Sebastiani abbiamo avuto sin dal nostro primo incontro la stessa visione del mondo del calcio. Mentre Marani, mi piace ricordarlo, fummo proprio io, Daniele (Sebastiani, ndr) e Antonio Gozzi (presidente della Virtus Entella, ndr) a candidarlo alla presidenza della Lega dopo le dimissioni di Ghirelli. Ricordo ancora le prime riunioni. Così come ricordo bene la campagna elettorale che mettemmo in campo e che lo portò all’elezione nel febbraio del 2023”. I protagonisti, insomma, di una sorta di rivoluzione partita dal basso. Perché le riforme, economiche e tecnologiche, vanno fatte. “E’ una battaglia che andava fatta – dice con orgoglio Macchia -, ma ce ne aspettano molte altre in futuro. Ci sono temi che non possono essere rinviati in eterno se vogliamo un calcio migliore nel quale ci siano ancora proprietà pronte a investire in maniera sana. Che guardino sì ai risultati, ma attraverso una sostenibilità economica e nuove infrastrutture”.
Eppure quel periodo non fu facile, nemmeno nel rapporto con i media locali che parlavano di exit-strategy da parte del presidente del Potenza, o addirittura di inutilità del suo intervento. Non era difficile imbattersi in titoli del tipo: “Non ci sarà né il Var, né la riforma”. “E’ vero – spiega Donato Macchia – ma quello che è successo da lì in poi ha dimostrato il contrario. E infatti nei giorni seguenti al mio sfogo, oltre a raccogliere segnali positivi, come già ricordato, da Gravina e Marani, ho avuto interlocuzioni con diversi colleghi e ho capito che il terreno era fertile per un cambiamento epocale. Abbiamo fatto bene a spingere su temi quali la riforma e la moviola in campo. Oggi raccogliamo i frutti di quel lavoro portato sui tavoli che contano”.
Il problema grosso è sempre stato uno. Quello dell’insostenibilità economica, in terza serie, di un Var stile Serie A e B. La proposta era già stata bocciata un paio di anni prima: 14 milioni a carico delle squadre. Un’enormità. Allora si pensa a un Var a 7 telecamere, poi a 5. Infine l’idea: il Football Video Support, una “moviola leggera” che sfrutta la copertura televisiva dell’evento, già sperimentata nei Mondiali Under 17 femminili. Con buoni risultati. E costi contenuti.
Quella dell’Fvs è l’unica strada percorribile per la Serie C e il giorno clou è l’11 marzo. La Figc richiede ufficialmente alla Fifa e all’Ifab (l’ente internazionale preposto ai cambiamenti regolamentari) l’introduzione del Football Video Support per la Serie C e la Serie A femminile. Nel giro di qualche mese arriva l’ok. L’Fvs in C è realtà: “E’ un successo per la categoria, che diventa terreno di sperimentazioni che possono migliorare non solo la Serie C – spiega con orgoglio Macchia -, ma il calcio in generale”.
Nel quale, il tema dei temi, resta sempre quello delle infrastrutture. Altrove, leggi Inghilterra, si sono mossi per tempo, portando la Premier League ai vertici del calcio mondiale. L’Italia, invece, è ancora indietro. Nonostante gli sforzi di singole società che, in solitudine, e con la burocrazia a rappresentare il primo ostacolo, provano a cambiare il volto ai propri stadi. E’ questa anche una delle sfide del Potenza Calcio che, dal primo giorno dell’era Macchia, ha, per prima cosa, iniziato a mettere mano al Viviani, ridandogli dignità e facendolo anche con investimenti privati, come poté constatare lo stesso Gravina nella sua prima visita al club nel novembre del 2022. Ora, il sogno non impossibile del nuovo stadio.
“Anche su questo – si illumina Macchia – dimostreremo che si può fare. Lo abbiamo già presentato alla città, conquistando i nostri tifosi con un progetto, quello sui terreni, ma non solo quelli, della ex Cip Zoo, che ci proietterà, mi permetto di dire non solo la nostra società, ma la stessa città di Potenza e l’intera regione, nel futuro. Non solo calcistico”.
E’ necessario però che le istituzioni, a partire dalla Regione Basilicata, facciano la loro parte. “Posso dire di aver avuto già un primo incontro con il presidente Bardi e il suo staff ai quali, insieme a mio figlio Nicola, amministratore delegato della società – spiega il presidente -, abbiamo illustrato il nostro progetto trovando ampia disponibilità e il nostro stesso entusiasmo. Vogliamo fare le cose fatte bene, ma vogliamo farle in fretta. E per questo ci siamo già dati appuntamento per settembre quando, in un nuovo incontro, sono certo cominceremo a fissare le tappe per regalare questo sogno ai nostri tifosi”.
“Penso – aggiunge Macchia – che sul tema degli stadi, ma anche dei centri sportivi e delle infrastrutture sportive in generale, il governo nazionale, le Regioni, i Comuni, debbano mettere in campo tutte le misure necessarie affinché si possano velocizzare i progetti, anche con partenariati misti pubblico-privato. E’ un tema questo, come lo è già stato quello del Var per la C, sul quale ho voglia di spendermi affinché ogni società di calcio, anche quelle delle realtà più piccole come la nostra, possa essere messa nelle condizioni di poter avere una nuova ‘casa’, capace di accogliere dignitosamente i propri tifosi, ma anche di fungere da detonatore per lo sviluppo delle nostre città”.
E tornando proprio al Var a chiamata, il debutto dell’Fvs è avvenuto proprio ieri sera, nella prima giornata di campionato del girone B di Serie C, con la prima storica chiamata arrivata dallo stadio Renato Curi, dove si affrontavano il Perugia e la neo promossa Guidonia, con la concessione di un calcio di rigore ai giallorossoblù dopo che l’allenatore Ciro Ginestra aveva chiesto all’arbitro Zuppi di Firenze di rivedere un’azione a suo dire viziata da un fallo di mano in area di rigore.
Proprio l’introduzione ufficiale dell’Fvs, arrivata dopo essersi fatto “le ossa” nei primi tre anni alla guida del Potenza, hanno convinto Donato Macchia a scendere in campo con la candidatura ufficiale a consigliere federale: “Le cose si possono cambiare – rivendica -. Bisogna avere il coraggio di farlo. Di agire. Il Video Support è un primo passo, ma la Serie C ha bisogno di tanto altro. La stabilità economica delle società, regole certe, classifiche senza segni meno, campionati regolari, infrastrutture e le seconde squadre, che devono rappresentare una ricchezza per l’intero sistema calcistico. La mole di lavoro che ci attende, insomma, è enorme. Ma io immagino un cambiamento in cui tutti siano protagonisti di un grande lavoro di squadra. Il tema non è la presenza nel consiglio federale di Donato Macchia, ma la presenza delle proprietà, di coloro che ancora investono risorse economiche e tempo nel mondo del calcio”
Il patron del Potenza non si sottrae alla domanda sulle aspettative per la prossima stagione della sua squadra. Dopo l’esordio vincente in Coppa, domani ci sarà il debutto in campionato a Giugliano: “Da un anno a questa parte abbiamo iniziato un ciclo che riteniamo virtuoso. Grazie al lavoro di mio figlio Nicola abbiamo bilanci a posto e conti in ordine. E dal punto di vista tecnico è preziosa la sinergia che si è creata tra il diesse De Vito, mister De Giorgio e la squadra. Abbiamo iniziato bene in Coppa Italia, una competizione in cui vogliamo far bene. Anzi, sapete come sono, ho chiesto ai miei ragazzi di vincerla. Ma anche in campionato vogliamo essere protagonisti. Con il bel gioco e una classifica che speriamo di migliorare rispetto all’anno scorso”.