POTENZA – C’è chi fa i conti con un raffreddore persistente da giorni, chi invece è a letto con febbre alta. E per le forme più acute, non c’è stata altra soluzione se non quella di contattare il 118. In Basilicata, così come nel resto del Paese, è boom di casi di influenza. Una situazione che rischia di mandare in tilt gli ospedali, come sta succedendo al San Carlo di Potenza. Da inizio anno il Pronto Soccorso del nosocomio potentino è stato letteralmente preso d’assalto. Settecento gli accessi registrati dal primo al 4 gennaio, con una media di circa 175 accessi al giorno. I dati sono stati resi noti dal direttore sanitario aziendale, Angela Pia Bellettieri, nella lettera inviata ai direttori delle unità operative per annunciare la sospensione in via temporanea dei ricoveri programmati non urgenti e l’attivazione della reperibilità per medici e infermieri. Una vera e propria emergenza legata, appunto, al sovraccarico di pazienti contagiati dalle influenze stagionali che nelle ultime settimane ha registrato un netto aumento dei ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie, soprattutto tra gli anziani. Nei prossimi giorni saranno quindi inevitabili i disagi per le attività non urgenti che saranno rimandate. “L’impegno – si legge nella lettera dell’azienda ospedaliera – è quello di ripristinare e recuperare l’attività ordinaria non appena ce ne saranno le condizioni e la collaborazione da parte di tutti gli operatori garantirà il buon andamento delle attività evitando disagi ai pazienti e ai loro familiari”. In base ai dati dell’ultimo rapporto RespiVirNet, sistema di sorveglianza integrata dei virus respiratori curato dall’istituto superiore di sanità, pubblicato il 3 gennaio, «nella settimana dal 23 al 29 dicembre vi è stata una lieve ma attesa diminuzione del numero di casi di sindrome simil-influenzale dovuta alla chiusura delle scuole per le festività». I casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all’intera popolazione, risultano essere «circa 582.500, per un totale di circa 5.186.300 casi a partire dall’inizio della sorveglianza», a ottobre. Ma il picco sarebbe atteso per metà gennaio, quando il contagio potrebbe essere agevolato anche dalla riapertura delle scuole.